Milano Film Fest: sei giorni di cinema, serie tv e grandi ospiti

Dal 4 al 9 giugno la seconda edizione della manifestazione con la direzione artistica di Claudio Santamaria: in calendario oltre 120 film, due concorsi internazionali e una programmazione di incontri, masterclass e proiezioni diffuse

Il Milano Film Fest torna per la sua seconda edizione dal 4 al 9 giugno con l’obiettivo di concentrarsi meno sull’evento in sé e più sul rapporto che si crea tra film, luoghi e persone. Non è un caso infatti se il programma unisce i luoghi classici del cinema a una rete di spazi cittadini. Con la direzione artistica di Claudio Santamaria sono in calendario oltre 120 film, due concorsi internazionali e una programmazione di incontri, masterclass e proiezioni diffuse per un totale di oltre 247 appuntamenti. Milano non si limita a fare da sfondo o farsi occupare dall’ennesima week, ma per la durata della manifestazione si inserisce nel racconto e si fa parte attiva.

Il cuore del Milano Film Fest

La selezione del Milano Film Fest mescola linguaggi diversi: al cinema si affiancano serie tv, musica, fotografia, moda e design, con l’intento dichiarato di raggiungere un pubblico più largo senza rinunciare alla qualità.

Accanto alla competizione principale trovano spazio sezioni tematiche pensate per allargare lo sguardo. “Milano & il cinema” esplora il rapporto tra la città e il grande schermo attraverso trasformazioni urbane, controculture locali e classici del passato. “Visioni di pace” è invece dedicata a storie di impegno sociale e solidarietà, con ingresso gratuito, in risposta a un momento storico che difficilmente consente di guardare altrove. Il progetto è sostenuto da Fondazione Milano Film Fest, che riunisce quattro realtà cittadine, Il Cinemino, Esterni, Fondazione Dude e Perimetro, insieme al Comune di Milano area Cultura.

Le giurie del festival

A valutare i film in concorso sono due giurie che raccolgono alcuni dei nomi più interessanti del cinema italiano contemporaneo. Per i lungometraggi siedono insieme Valeria Bruni Tedeschi, attrice e regista tra le più originali della sua generazione, Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D’Amico. Per i cortometraggi la giuria è composta da Margherita Vicario, Eduardo Scarpetta, Milena Mancini, Ludovica Rampoldi e Ludovica Nasti: volti che vengono da percorsi diversi ma che condividono una presenza forte nella scena italiana degli ultimi anni. I due concorsi mettono in palio cinquemila euro per il Miglior Film e duemilacinquecento per il Miglior Cortometraggio.

Ospite d’onore è il regista e artista Julian Schnabel, una delle personalità più singolari del cinema mondiale, capace di muoversi con la stessa intensità tra la pittura e la regia. Venerdì 5 giugno presenta al Piccolo Teatro il suo ultimo film “In the Hand of Dante”, disponibile su Netflix dal 24 giugno, e tiene una masterclass insieme a Valeria Golino.

Le location diffuse

Il Milano Film Fest è distribuito su una rete di spazi eterogenei che restituisce bene l’intenzione di fondo: non concentrare tutto in un unico polo, ma lasciare che il cinema si muova tra le pieghe della città. Il fulcro è il “distretto cinema“, l’asse che collega il Piccolo Teatro Strehler all’Anteo Palazzo del Cinema. Il primo è la sede delle cerimonie ufficiali, degli incontri d’autore più importanti e delle performance musicali serali sul Sagrato; il secondo ospita proiezioni, cicli tematici e masterclass.

A questi si affiancano la Casa degli Artisti, spazio espositivo e culturale nel cuore di Brera, la Casa di Quartiere Garibaldi e il CAM Garibaldi, più vicini alla dimensione di quartiere che il festival vuole valorizzare. Con il progetto Scintille lo schermo arriva anche in cortili, giardini, scuole e fino al Carcere di Bollate, toccando tutti e nove i municipi: ventiquattro spazi in tutto, con proiezioni gratuite a partire dalle 21.30.

Gli ospiti del Milano Film Fest

Il Milano Film Fest porta in città un cast di ospiti che attraversa generazioni e linguaggi diversi. Valeria Bruni Tedeschi è tra le presenze più significative: attrice e regista con una carriera costruita tra Italia e Francia, è una delle voci più personali e riconoscibili del cinema europeo. Maurizio Nichetti è un altro dei nomi di peso: regista e attore, ha attraversato decenni di cinema italiano con uno stile inconfondibile, capace di unire la tradizione della commedia a una vena surreale tutta sua. Giorgio Diritti porta invece una sensibilità più legata al territorio e alla memoria, con un cinema civile che ha ottenuto riconoscimenti importanti in Italia e all’estero.

Pablo Trincia, giornalista e podcaster tra i più seguiti in Italia, rappresenta una voce diversa, capace di raccontare storie complesse con una tensione narrativa raramente associata al giornalismo tradizionale. Tra gli altri ospiti, Celeste Dalla Porta, Massimiliano Gallo, Sergio Rubini, Maccio Capatonda e il Mago Forest, insieme a Paolo Crepet e Nicolas Ballario. La poetessa Vivian Lamarque è presente con un documentario a lei dedicato, ulteriore segnale di quanto il festival intenda il cinema come forma di dialogo con la cultura nel senso più ampio.

Gli appuntamenti

Il programma si apre giovedì 4 giugno con il documentario Vittorio De Sica. La vita in scena di Francesco Zippel, unico titolo italiano selezionato all’ultimo Festival di Cannes e presentato qui in prima nazionale, prodotto esecutivamente da Wes Anderson. La stessa sera Vinicio Capossela porta sul Sagrato del Piccolo il concerto-spettacolo Sotto il bosco di latte. Il cinema al buio di Dylan Thomas, pensato come ouverture ideale alla settimana. Sempre giovedì, Maccio Capatonda, Sara Lazzaro, Maurizio Nichetti e Giulia Bolatti presentano la commedia Smart Working, mentre il regista Volfango De Biasi, il Mago Forest e Max Angioni partecipano a un talk dedicato al loro prossimo film Il malloppo.

Venerdì 5 giugno al CAM Garibaldi si tiene l’incontro Il bello del cinema! Tra Moda, Arte e Design, che racconta come costumi, scenografie e linguaggi visivi costruiscano l’identità estetica di un film. In serata, nel quadro del progetto Scintille, il Carcere di Bollate ospita la proiezione di Diamanti di Ferzan Ozpetek, introdotta da Anna Ferzetti.

Sabato 6 giugno alla Casa degli Artisti va in scena Costruire un’epoca: La magia visiva de La Legge di Lidia Poët, un incontro che mostra come nasce l’estetica della serie tra ricerca storica, fotografia e costumi. Sul Sagrato del Piccolo la sera arriva Hardkoro, coro pop-up estemporaneo che trasforma il pubblico in un grande ensemble.

Domenica 7 giugno continuano le visite guidate di “Milano & il cinema”, che partono da piazza Duomo e si chiudono all’Anteo tra proiezioni di classici e talk sui film girati in città.

Lunedì 8 giugno all’Anteo è in programma Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua di Fabrizio Spucches, con una conversazione che vede tra gli ospiti Paolo Crepet e Nicolas Ballario. La stessa giornata include un convegno sulla cineterapia organizzato da Medicinema all’Ospedale Niguarda. In serata sul Sagrato del Piccolo si registra dal vivo Tintoria Live, il podcast di Daniele Tinti e Stefano Rapone, con Santamaria sul palco.

La serata di chiusura del 9 giugno, al Carcere di Bollate, è affidata al documentario Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco, che parte da una sorprendente perdita di memoria del musicista per attraversare decenni di cultura italiana.