Vincitore del Fringe Milano 2026 e del Premio Mariangela Melato, lo spettacolo ideato e scritto da Andrea Ibba Monni è in scena fino all’8 novembre
Ma voi la conoscevate Greta Sofia? Greta Sofia è una Diva. Ha un minidress leopardato che sale sempre troppo sulle cosce, una chioma dalla piega perfetta e le ciglia finte che ancora non ha imparato bene a mettere. Greta Sofia Pilloni è una drag queen dalla lingua tagliente, con alle spalle una vita tragicomica trascorsa in Sardegna insieme a personaggi grotteschi, dal fratello coglione alla nonna sensei, che racconta con comicità e ironia, ma anche un po’ di malinconia, nello spettacolo “Diva – meglio all’Inferno sui tacchi che in Paradiso con le ballerine”, in scena al Teatro della Cooperativa di Milano fino all’8 novembre.
Risate, nostalgia e ferite: la scoperta di sé tra mito e realtà
Greta Sofia è cresciuta nel sud della Sardegna, con il mito del Bagaglino, di Pamela Prati e di Valeria Marini, proprio come tutte le bambine nate negli anni Ottanta. Anche se lei, a quel tempo, era un maschietto: un dettaglio, ma che soprattutto all’epoca faceva la differenza eccome. Si ride, e tanto, con gli aneddoti sulla scoperta dell’omosessualità, sulla ricerca della propria identità e del coming out. Si ride perché vengono raccontati con leggerezza e falsa ingenuità, con la capacità di prendersi in giro che ha solo chi ha fatto pace con le proprie ferite, in un capolavoro di resilienza. Ma ci si commuove anche, perché dietro al tono brillante si nascondono temi dolorosi come il rapporto complicato con la famiglia, le aspettative sociali, le delusioni sentimentali, la disgustosa omofobia che sfocia in violenza e la difficoltà nel trovare sé stessi.
Tra stand-up e teatro di narrazione
Dentro a Greta Sofia Pilloni vive Andrea Ibba Monni, attore, autore, regista, performer e formatore teatrale, che ha scritto un monologo intelligente, dosando ironia e poesia. Uno spettacolo che si muove sul confine tra il teatro di narrazione e la stand-up comedy, in cui non mancano esilaranti tormentoni e azzeccati momenti di crowd work. I passaggi del racconto, intervallati dagli immancabili lip sync che sono forse la parte meno riuscita dallo spettacolo, si muovono costantemente dalla persona al personaggio, tanto da far perdere di vista il confine tra la finzione scenica e l’autobiografia. Ma c’è davvero un confine tra chi siamo e il personaggio che interpretiamo ogni sera?
E alla fine la voce di Greta Sofia, Drag Queen, Diva e Santa, diventa quella di tutte le persone che hanno faticato a trovare il loro posto nel mondo, e che a un certo punto hanno deciso di prenderla da sole la scena. Anche a costo di ritrovarsi sul palcoscenico sbagliato, pensando di essere in Paradiso e invece sono a teatro.
Dal teatro al Paradiso
“Diva – meglio all’Inferno sui tacchi che in Paradiso con le ballerine” arriva al Teatro della Cooperativa forte di una serie di successi. Lo spettacolo è nato e ha debuttato a Cagliari, sul palco dello spazio indipendente Ferai Teatro, per poi andare in scena al Dixon Place di New York. Tornato in Italia, ha vinto il Fringe Milano 2026 e il Premio Mariangela Melato per giovani attori professionisti, nell’ambito dei Premi Hystrio, per aver reinventato “l’arte del travestimento in uno spettacolo divertente, commovente, empatico e superficialmente profondissimo”.
Comunque poi Greta Sofia in Paradiso ci è arrivata davvero e non è più solo una Diva, ma anche una Santa, addirittura la Patrona dell’Autodeterminazione e delle scelte consapevoli. Che non sarà il varietà del sabato sera, ma è comunque qualcosa di cui andare fieri. Ed è la sua preghiera laica ad accompagnare il pubblico anche fuori dal teatro: “Veglia su chi resiste con ironia, su chi gode senza chiedere permesso, su chi sceglie il piacere come atto politico e l’amore come forma di disobbedienza”. Amen, sorella.
