Youth and Future a Palazzo Reale, le parole dei giovani diventano arte per immaginare un mondo diverso

La sala delle cariatidi con la mostra Luca Vigetti

Nata da un progetto di Giovanni Caccamo sviluppato in collaborazione con Associazione Arte Continua, la mostra vede il coinvolgimento di grandi artisti contemporanei in dialogo con le nuove generazioni

Giovanni Caccamo è partito da una domanda: “Cosa cambieresti della società in cui vivi e in che modo?” L’ha posta a migliaia di ragazze e ragazzi di ogni provenienza, identità di genere e credo religioso, cercandoli in università, istituti di detenzione e centri d’accoglienza. Ha chiesto loro anche di descrivere con una parola questo cambiamento raccogliendo termini come “Movimento”, “Gratitudine”, “Bellezza”, “Accoglienza”, “Alienazione”, “Creazione”: un vocabolario che descrive i giovani con la loro speranza e il loro disagio, la loro voglia di costruire un futuro nuovo.

Ma le parole da sole servono a poco, se non vengono strutturate prima in un discorso e poi in un dialogo. Ed è qui che entrano in gioco i grandi artisti contemporanei, da Antony Gormley a Maurizio Cattelan, da Emilio Isgrò a Kiki Smith, che si sono confrontati con quelle parole trasformandole in arte. Da questo confronto tra generazioni e linguaggi che nasce la mostra “Youth and Future – Parola ai Giovani” alla Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, a Milano, con ingresso gratuito fino al 1° novembre.

La mostra a Palazzo Reale

Il percorso espositivo attraversa video, fotografia, grafica e istallazione. A introdurlo un film di Luc Jacquet, in collaborazione con MasiFilm, che racconta l’esperienza di The Ark of Change: la traversata dell’Atlantico a bordo di un antico veliero su una delle rotte della tratta degli schiavi, a cui hanno preso parte un gruppo di dieci ragazze e ragazzi da tutto il mondo.

La mostra vera e propria è immersa nella penombra. All’ingresso, a ogni visitatore viene consegnata una piccola torcia perché “Siamo noi a dover illuminare le opere”, spiega Giovanni Caccamo raccontando di aver avuto l’intuizione a pochi giorni dall’inaugurazione. Proiettando i piccoli fasci di luce, si possono così leggere le riflessioni raccolte incise su pergamene, completate dagli interventi degli artisti: il terzo paradiso di Michelangelo Pistoletto, la colata rossa di Anish Kapoor, le incisioni bronzee di Arnaldo Pomodoro, le impronte delle mani di Leandro Erlich.

Accanto a queste, Marco Anelli presenta il suo reportage dedicato alla performance Agorà del Cambiamento, realizzata nel 2022 nella Stanza della Segnatura dei Musei Vaticani. Jamie Hawkesworth propone foto scattate The Ark of Change e Mimmo Paladino offre un arazzo realizzato per la mostra, composto con alcune delle bandiere create dall’artista per il Gran Pavese di ottanta metri issato sul veliero durante il viaggio. Ci sono anche i due libri Manifesto del cambiamento e Manifesto for change con le “cancellature” di Emilio Isgrò e un’opera specchiante di Michelangelo Pistoletto che porta lo spettatore a immergersi tra le onde dell’Oceano.

Le fasi del progetto

Prima di arrivare all’approdo della Sala delle Cariatidi, il progetto ha attraversato diverse fasi nell’arco di cinque anni. All’inizio sono state raccolte migliaia di testimonianze, alcune delle quali sono poi confluite nei volumi Manifesto del Cambiamento e Manifesto for Change, pubblicati da Treccani. Sono stati poi coinvolti artisti come, tra gli altri, Maurizio Cattelan, Emilio Isgrò, Mimmo Jodice, Michelangelo Pistoletto, Fabrizio Plessi, Mimmo Paladino, Arnaldo Pomodoro, Ferdinando Scianna e Guido Strazza, con opere provenienti dalla collezione Ifis Art di Banca Ifis.

Dal giugno 2025 la collaborazione con Associazione Arte Continua e il contributo del giornalista e curatore Edoardo Cycelin lo hanno aperto a una nuova fase internazionale, portando i contributi di Adel Abdessemed, Leandro Erlich, Antony Gormley, Eva Jospin, Anish Kapoor, Ahmed Mater, Moataz Nasr, Giuseppe Penone, Tobias Rehberger, Julian Schnabel e Kiki Smith.

“Youth and Future” è legato inoltre a interventi concreti sul territorio e alla tutela degli ecosistemi. Con il ricavato dalla vendita delle opere sosterrà infatti le attività di Youth and Future – Parola ai Giovani APS, Associazione Arte Continua e Fondazione Sylva, con interventi di riforestazione nell’ambito dei progetti Boschi del Cambiamento e Arte x la Riforestazione.

La forza di “Youth and Futur”e sta nel fatto che non si limita a riconoscere ai giovani il diritto di raccontare il presente, ma trasforma questo principio in un confronto tra generazioni. Allo stesso modo l’arte non è più solo il tramite per interpretare le inquietudini e le speranze di chi verrà dopo di noi, ma diventa uno spazio di ascolto e una possibilità concreta di cambiamento. Perché una società diversa comincia anche dalla capacità di prendere sul serio le parole di chi la abiterà.